Playlist Spotify. Conoscerle per sfruttarle al meglio

playlist spotify

Il tema delle Playlist Spotify è ricorrente in questo blog, per un semplice motivo: ad oggi è il miglior modo per autopromuoversi e “far girare” la propria musica. Ecco, quindi che mi permetto, da curatore, di darvi qui alcune dritte:

Playlist collaborative Spotify

Partiamo dalle Playlist Collaborative, che sono quelle più gettonate:

  • Non inserite in una sola Playlist più di 1 brano. Indispettirete gli altri artisti e anche il curatore. Così, dopo aver perso tempo a inserire i vostri brani, potreste vederli rimossi dopo poche ore. Ha senso?
  • Inserite 1 brano diverso per ogni playlist. In questo modo avrete più possibilità di essere salvati nei preferiti degli ascoltatori. State tranquilli che se 1 brano vostro piace, l’ascoltatore medio viene a cercarvi e a sentire altro. Abbiate pazienza.
  • Se vi inserite in una playlist collaborativa è buona usanza seguirla con il cuoricino. Ringraziate con questo gesto chi vi sta dando spazio, non è scontato.
  • Quando avete un vostro brano nella playlist collaborativa, condividetela sui vostri social. In questo modo gli utenti saranno incuriositi e magari motivati ad ascoltarla.
  • Ricordatevi che le playlist collaborative sono uno spazio libero creato per voi. Se ci infiliate di tutto senza alcuna interazione e condivisione servono veramente a poco. Il curatore vi dà uno spazio, ma non è tenuto a spenderci dei soldi per fare promozione. Sta a voi usare bene questa opportunità.
  • Imparate ad ascoltare anche gli altri artisti. Potreste scoprire che nascono belle collaborazioni.

A proposito, se vi interessa ho scritto 2 articoli con dentro un elenco di playlist dove potrete aggiungervi:

Le nostre Playlist Collaborative

Playlist Spotify di curatori esterni

Parliamo adesso delle Playlist create dai curatori appassionati di musica, cominciando a dividerli in 2 categorie: curatori amatoriali e curatori professionisti.

Curatore amatoriale

Il curatore amatoriale è un appassionato di musica che crea all’interno del suo profilo delle compilation di canzoni che ama. Potrebbe catalogare le canzoni per genere, per mood o per periodo storico. Alcuni curatori sono anche appassionati di musica emergente e volentieri ascoltano artisti nuovi.

  • Siate gentili scrivendo loro se hanno tempo e voglia di ascoltare il vostro brano.
  • Se siete fortunati e il vostro brano viene scelto dal curatore, ringraziatelo e condividete la playlist sui vostri profili social.
  • Se siete doppiamente fortunati il curatore in questione è anche seguito sui social e quindi vi può “regalare” della visibilità. Ma se così non fosse, ricordatevi che il curatore ascolta la playlist per i fatti suoi, senza impegno di renderla visibile.
  • Di norma, i curatori hanno un Profilo Premium, per cui i loro streams hanno un valore monetario per voi. Seppur piccolo, avrete anche un ritorno economico.

Noi abbiamo una nostra Playlist, dove inseriamo i brani che ci piacciono. La stessa playlist è su questo sito, in vetrina. E, considerando le visite che abbiamo ogni mese… diciamo che un pochino di visibilità ai brani contenuti la garantiamo.

Già nel 2018 avevamo i Pinguini Tattici Nucleari, gli Zen Circus, Motta, Levante, Roberta Giallo e Francesca Incudine. Questo per dire che, senza saperlo, stavamo ascoltando artisti forti, che poi sarebbero diventati molto popolari.

Quando un artista si avvale della nostra Promozione Spotify, viene inserito in 1 o più Playlist di curatori professionisti nostri partner e nella nostra Playlist di brani selezionati.

Il punto forte di questa compilation è che i brani degli artisti emergenti vengono abbinati a brani di artisti famosi. E per l’algoritmo di Spotify questo è un buon segnale.

Curatore professionista

Il curatore professionista è una persona, o un’agenzia che si prende l’onere e l’onore di sostituire quello che una volta facevano le radio: far ascoltare ad un certo numero di utenti il vostro brano.

  • Non dimenticate mai che per sponsorizzare le playlist i curatori spendono dei soldi (Google Ads, Spotify, Facebook Ads ecc.) e investono il loro tempo.
  • Usufruire dei servizi di un curatore professionista è un investimento di promozione. Anzi, è l’unico strumento possibile per essere diffusi nella giungla di Spotify.
  • Un utente riceve sul proprio profilo la sponsorizzata della playlist Tal dei Tali…. Trova il vostro brano….. Gli piace….. Se lo salva e se lo inserisce in una propria playlist. Vi torna il ragionamento? Questo è “far girare” la propria musica.
  • I curatori professionisti solitamente hanno un target di utenti ascoltatori con un Profilo Premium, quindi, come sopra, gli streams valgono qualcosina.
  • I curatori professionisti NON VENDONO streams. I curatori professionisti sponsorizzano il loro prodotto, cioè la playlist.
  • L’inserimento in una Playlist sponsorizzata non garantisce un numero preciso di stream del brano, nè tantomeno un periodo di tempo entro il quale ottenerli. Se il curatore è serio e professionista, i vostri stream arriveranno nel giro di 1 mese o più e la crescita degli ascoltatori sarà lenta. Quindi organica.
  • Infine, l’indicatore di una buona promozione è questo: una volta rimosso il brano dalla/e playlist sponsorizzate i vostri followers e i relativi streams cominceranno gradualmente e lentamente a diminuire (a conferma dell’organicità), ma NON TORNERANNO A ZERO, o al punto da cui eravate partiti.
  • I followers e gli streams che rimarranno saranno i nuovi ascoltatori acquisiti, finita la promozione.

Eccoci alla fine. Spero di essere stata chiara ed esaustiva. Ora vi devo dare l’ultimo consiglio:

Alla base di una buona promozione c’è il vostro brano. Che deve essere bello e di qualità.

Vi torna come ragionamento?

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